60 anni di storia

Ristorante Da Checchina

Parte da molto lontano, negli anni ’20. Solcata da strada bianca, via dei Monasteri collegava Subiaco, maggiore centro economico e sociale della Valle dell’Aniene, ai paesi limitrofi (Affile, Arcinazzo Romano, Jenne, Vallepietra). Proprio su questa strada, Marietta Merosi e Giovanni Spila aprirono una piccola osteria dove ai viandanti veniva offerto ristoro e riposo.

Nel 1931 Mauro Spila, figlio di Marietta e Giovanni, sposa Francesca Mercuri “Checchina”, i nostri nonni. In conseguenza degli effetti della seconda guerra mondiale, nonna “Checchina” fu costretta a chiudere l’osteria e tentò di migliorare le condizioni della sua famiglia, aprendo insieme a nonno Mauro, una piccola fabbrica di mattonelle a Tivoli. Ma gli eventi bellici nuovamente distrussero i loro progetti in quanto nonno fu richiamato in guerra, per cui l’intero nucleo familiare, di lì a poco, tornò a Subiaco.

L’indole commerciale di nonna Checchina (e l’inevitabile necessità di sfamare la famiglia) la spinse ad affrontare una nuova sfida, quella di realizzare e vendere le cosiddette “cioce”, calzature popolari, tipiche dell’epoca, le quali ebbero un discreto successo, tanto che venivano acquistate anche dagli stessi soldati tedeschi. Nel dopoguerra la nostra famiglia visse un periodo particolarmente buio, segnato dalla malattia e dalla morte.

Ma dopo quella esperienza così negativa, nell’anno 1957, il 1 Maggio, nonna “Checchina” attivò nuovamente l’attività di ristorazione, aprendo la prima pizzeria della Valle dell’Aniene, gestita in collaborazione con sua figlia Maria e suo genero Antonio. Quel primo anno il servizio venne effettuato su una terrazza all’aperto e, successivamente, con l’arrivo dell’inverno, i clienti vennero accolti in una piccola saletta allestita nel piano sottostante.

Erano gli anni in cui l’Amministrazione comunale di Subiaco si stava adoperando per il completamento dei lavori della strada che conduceva a Monte Livata, tant’è che il 2 settembre del 1956 si celebrò la Festa nazionale della Montagna, con grande partecipazione di autorità e di pubblico.

Ciò determinò la scoperta di Monte Livata da parte di numerosi sciatori romani, che pian piano la presero d’assalto. Il Sindaco Giustiniani, a cui erano ben note le doti imprenditoriali di nonna “Checchina”, le propose di adoperarsi per dare ospitalità a tutti quegli avventori domenicali: così, senza quattrini, con tanto entusiasmo e tanta ingegnosa immaginazione, nonna Checchina organizzò la prima tavola calda di alta montagna: cucina da campo autotrasportate su caracollanti camioncini, sfamavano a base di fumanti fettuccine all’uovo e polli alla diavola i primi turisti, scopritori della moderna Livata. Intorno al 1962 nonna Checchina, con tanta intraprendenza andava costruendo, pietra su pietra, il suo albergo ristorante che negli anni a venire trasformò in una specie di “grand hotel” alla montanara. Erano gli anni del boom economico, Subiaco cominciava ad avere un grande movimento turistico, grazie alla vicina stazione sciistica di Monte Livata, considerata ormai la montagna della Capitale, e grazie alla vicinanza della città termale di Fiuggi.

Ciò determinò che la famiglia si dividesse nella gestione delle attività ricettive, per cui nonna Checchina si dedicò completamente alla gestione dell’albergo di Monte Livata e Maria ed Antonio, con l’ausilio delle tre figlie Anna, Luciana e Paola, lavorarono alacremente per trasformare quella che era stata una pizzeria all’aperto in una struttura ricettiva, capace di ospitare più clienti: quindi si realizzarono lavori di miglioramento della sala al chiuso e della sovrastante terrazza panoramica, con la tipica pergola di uva americana... che negli anni venne trasformata in una seconda sala chiusa, per consentirne l’uso anche nel periodo invernale.

La piccola pizzeria prese a trasformarsi mano a mano in una caratteristica trattoria, dove si proponevano ai viandanti anche piatti della tradizione locale.

Quelli furono anni indimenticabili, fatti di tanto lavoro e tanta gioia... Clientela locale, dei paesi limitrofi e turisti stranieri affollavano le sale per il consumo della pizza, nonché per la degustazione delle genuine pietanze preparate con amore materno da Maria e servite a tavola con entusiasmo da Antonio, supportati dalle loro figlie, che appassionati si prodigavano per il costante miglioramento della loro attività, tanto da indurli ad aprire anche un piccolo bar nell’anno 1967.

Con il tempo l’attività si era ormai consolidata, diventando un punto di riferimento del panorama sublacense e luogo di aggregazione della gioventù: il sabato sera era d’abitudine andare a mangiare una pizza tutti insieme.

Nel 1997 si inserì all’interno del bar, la rivendita di tabacchi che portava con sé ulteriori servizi alla clientela.

Nel 2003 la gestione passò da Maria e Antonio alla loro figlia Anna che ha proseguito la tradizione culinaria tramandata dalla nonna e dalla mamma.

Il festeggiamento di questi 60 anni di attività vogliamo considerarlo come una tappa del viaggio intrapreso dai nonni. Abbiamo la tenacia, la passione e lo spirito di sempre, abbiamo ancora tanti progetti nel cassetto ai quali intendiamo dare realizzazione, vogliamo che la tradizione di nonna MARIA e di nonno ANTONIO continui a darvi grandi soddisfazioni.

Dedichiamo questo anniversario alla memoria di nonna Checchina e di nonno Mauro.

Un ringraziamento speciale va a tutti Voi qui presenti, che in questi anni avete riposto fiducia in noi, con la speranza di migliorare il nostro servizio e di fare sempre meglio.

Grazie!

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